Dallo scorso 1° luglio è entrata in vigore la norma che impone agli autotrasportatori stranieri, che viaggiano sulle strade francesi, di adempiere alle nuove procedure sul salario minimo dei loro autisti.

In Francia, dal 1° luglio, vige l’obbligo del salario minimo per gli autisti che transitano sul territorio transalpino. La procedura d’infrazione attivata dalla Commissione europea guidata da Juncker alla nuova Legge Macron, che impone agli autotrasportatori stranieri l’adeguamento alle norme francesi sul salario minimo, non ha fermato il Governo di Hollande, che ha mantenuto le promesse e dal 1° luglio, appunto, ha applicato il provvedimento. In sintesi, le aziende di autotrasporto straniere che fanno viaggiare i propri camion sul territorio francese svolgendo attività di carico, scarico o cabotaggio, dovranno compilare e inviare un apposito modulo (attestato di distacco) e nominare un rappresentante in loco. Ma andiamo per ordine.

La “legge sulla crescita e l’attività economica”, meglio nota come legge Macron dal nome del ministro dell’Economia francese Emmanuel Macron, è stata approvata dall’Assemblea Nazionale a luglio dello scorso anno e prevede tutta una serie di misure per favorire la crescita economica. Tra queste ricordiamo per cronaca: la possibilità per le aziende di ricorrere a un maggior ammortamento, fino al 40%, del valore degli investimenti in macchinari produttivi; l’individuazione di zone turistiche speciali; un’apertura alla concorrenza delle professioni giuridiche (ad esempio nelle tariffe dei notai); una maggiore semplificazione nelle procedure che riguardano le controversie sul lavoro e, dulcis in fundo, c‘è il capitolo liberalizzazioni che si focalizza in particolare sui trasporti stradali. Obiettivo del provvedimento è quello di aprire alla concorrenza il mercato dei servizi sulle grandi distanze, oggi molto limitato in Francia, in maniera tale da fornire un’alternativa economica al treno.

Alla vigilia del suddetto provvedimento, il 29 giugno di quest’anno, il ministero dei Trasporti francese ha pubblicato il testo aggiornato in diverse lingue (tra cui l’italiano) per spiegare le norme di applicazione della Legge Macron sull’autotrasporto. Il ministero ha chiarito che la norma si applica a due categorie d’imprese. La prima tipologia comprende le aziende che esercitano una delle attività di trasporto terrestre (in pratica, si tratta di un’attività di trasporto su strada o fluviale), ossia quelle di lavoro temporaneo. La seconda tipologia è formata dalle imprese che distaccano un dipendente sul territorio francese, nei casi previsti dagli articoli L. 1262-1 e L. 1262-2 del Codice del lavoro francese. Questi differenti casi corrispondono a quelli che figurano nell’articolo 1 della direttiva 96/71/CE del 16 dicembre 1996. In concreto, possono essere:

  • esecuzione di una prestazione di servizio internazionale quando il destinatario della prestazione ha sede o esercita in Francia
  • mobilità all’interno dello stesso gruppo in caso di messa a disposizione di personale tra aziende appartenenti allo stesso gruppo o istituto della medesima società
  • messa a disposizione da parte di una società di lavoro interinale con sede all’estero di personale presso un’azienda utilizzatrice in Francia.

Il ministero specifica che “le disposizioni espressamente previste per il distacco nel settore dei trasporti terrestri non sono applicabili alle aziende che non hanno la qualifica di aziende di trasporto pubblico (conto terzi in Italia, ndr), quali le aziende industriali che impiegano personale viaggiante o navigante per trasportare i loro prodotti”. Non rientrano nel campo di applicazione della nuova normativa francese anche i lavoratori indipendenti, ossia i lavoratori autonomi titolari di impresa che guidano personalmente i propri mezzi. In pratica i lavoratori indipendenti (padroncini) non hanno alcun obbligo di costituire anticipatamente e di fornire i documenti attestanti la loro situazione che può essere accertata dai documenti richiesti dalla regolamentazione in materia di diritto societario e regolamentazione dei trasporti. Il ministero dei Trasporti precisa inoltre, che “il semplice transito sul territorio nazionale che non dà luogo a carico o scarico di merci o imbarco o sbarco di passeggeri, non rientra nei criteri di applicazione del diritto di distacco e, di conseguenza, non è soggetto ad alcun obbligo di dichiarazione dia nell’ambito del diritto comune che dei trasporti terrestri”.

Dopo la Germania così anche la Francia, con l’adozione dell’ormai famosa Legge Macron, tenta di contrastare il fenomeno del dumping sociale nel settore dell’autotrasporto in modo autonomo.

Pertanto, per non incorrere in sanzioni, tutte le imprese non francesi sono tenute a remunerare il proprio autista sulla base del salario minimo francese. Naturalmente, qualora il salario percepito sia superiore a quello minimo o convenzionale francese (che varia, a seconda delle mansioni, tra 9 e 10 euro l’ora), il dipendente potrà conservarlo. Il livello dei costi però è proprio uno dei fattori determinanti da cui dipende la competitività nel settore dell’autotrasporto e le retribuzioni degli autisti rappresentano una delle voci principali. Attualmente in Europa esiste una situazione che vede 15 Paesi dell’Est con retribuzioni inferiori a 500 euro, 5 Stati con retribuzioni intermedie tra 500 e 1000 euro e solo sei Paesi con retribuzioni superiori ai 1000 euro.

L’Italia, pur non avendo un salario minimo, nel Ccnl di settore prevede retribuzioni comprese tra 1200 e 2100 euro.

Alla normativa si devono adeguare tutte le imprese estere di trasporto merci che operano in regime di cabotaggio in territorio francese. Fa eccezione, come abbiamo già detto, il caso in cui il veicolo stia semplicemente attraversando il Paese.

Ricordiamo inoltre, che il ministero dei trasporti transalpino, ha messo a disposizione la documentazione sul nuovo adempimento ed è scaricabile il modello dell’attestazione di distacco. In particolare ne sono state pubblicate tre versioni, in corrispondenza di ognuna delle fattispecie per le quali è stato introdotto questo adempimento:

 

  • mobilità intra-gruppo, con la messa a disposizione di personale tra imprese dello stesso gruppo o stabilimenti di una stessa società;
  • somministrazione di lavoro, quando un’agenzia di somministrazione estera mette a disposizione un suo lavoratore ad un’impresa utilizzatrice in Francia;
  • nei trasporti internazionali con origine/destinazione in Francia, o nelle operazioni di cabotaggio in territorio francese “(Attestation de détachement – travailleur roulant ou naviguant dans le cadre de l’éxécution d’une prestation de services par une entreprise de transport)”. E proprio in merito all’attestazione di distacco, le associazioni di categoria ricordano che deve essere compilata per ciascun lavoratore distaccato in Francia nell’esecuzione di operazioni di trasporto (non può superare i 6 mesi) e che va redatta in due esemplari: uno deve conservarlo il conducente per esibirlo in occasione di un controllo su strada. Sul mezzo, oltre all’attestazione di distacco, deve trovarsi anche il contratto di lavoro (non è richiesta la traduzione in francese); l’altro, viene invece conservato dall’impresa di autotrasporto distaccante, tramite il rappresentante designato in Francia. Questa figura, rappresenta il soggetto con funzioni da referente dei servizi ispettivi francesi del lavoro, per fornire su richiesta la documentazione relativa al distacco. Può trattarsi di qualsiasi persona o entità, interna o esterna al datore di lavoro, con i mezzi e le competenze necessarie allo svolgimento del ruolo. Oltre a ciò, il rappresentante deve conservare le prove del pagamento della retribuzione del distaccato, la sua designazione operata dall’impresa estera e il CCNL applicato al lavoratore. Infatti, tra le informazioni richieste nell’attestazione, compare quella della paga oraria del conducente distaccato che non deve essere inferiore al salario minimo francese. La soluzione FAI Service-Move Expert
  • FAI Service si conferma ancora una volta il partner più affidabile per le aziende di autotrasporto e, grazie alla collaborazione con Move Expert, attiva un servizio di rappresentanza per gli autotrasportatori internazionali che distaccano i propri lavoratori in Francia. Il servizio include:
  • Ma vediamo ora a quanto ammontano le sanzioni.  La mancanza a bordo o la presenza sul veicolo di un’attestazione non conforme, incompleto o errata, determina una sanzione che può arrivare a 750 euro. Mentre la mancanza, a bordo del veicolo, degli altri documenti che devono essere conservati dal lavoratore distaccato è punita con sanzioni di terza classe fino a 450 euro. Per l’impresa distaccante che non ha eseguito l’attestazione di distacco o la nomina del rappresentante in Francia, sono previste ammende di tipo amministrativo fino ad un massimo di 2000 euro a lavoratore distaccato.
  • l’invio del contratto di conferimento del mandato;
  • l’invio del modello di attestazione di distacco e relativo allegato per i singoli dipendenti;
  • la gestione dei vostri documenti online durante il periodo di validità dell’attestazione del conducente straniero e, in seguito, per altri 18 mesi;
  • la presentazione di tutti i documenti alle autorità francesi, in caso di controllo o di richiesta di informazioni, facendo da tramite con la vostra impresa e garantendo al meglio i vostri interessi.

Per maggiori informazioni e richieste, contattare il numero +33(0)442991111 oppure inviare una mail all’indirizzo: info@trackyservice.fr